Oggi seguiamo rotte diverse, tante traiettorie che puntano nella stessa direzione: ampliare i luoghi e i modi in cui cura di sé e benessere psicologico possono prendere forma. Lo facciamo attraverso nuovi spazi di accoglienza e ascolto, strumenti che accompagnano la pratica, corsi che aprono nuove conoscenze, impronte che si intrecciano alla nostra mission. |
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Un nuovo capitolo, ancora più vicini alle persone |
Quando Unobravo è nata, sette anni fa, il setting online era il modo più efficace che avevamo per abbattere alcune delle barriere per avvicinare le persone alla psicologia. Ma non abbiamo mai pensato che fosse la risposta giusta per tutti, anzi, in questi anni ce lo avete detto tante volte anche voi, così come molti pazienti: sarebbe stato importante poter fare anche percorsi in presenza.
Riflettevo sul fatto che, in questi anni, quasi senza accorgercene, abbiamo costruito qualcosa di molto più grande di un servizio psicologico online: abbiamo costruito una vera e propria infrastruttura fatta di rigore clinico, selezione, supporto ai professionisti, tecnologia, customer care, comunicazione, sicurezza, processi, organizzazione e tanto altro, oggi in grado di supportare centinaia di migliaia di persone contemporaneamente. Ed è proprio questa infrastruttura che oggi ci permette di fare un passo che, fino a poco tempo fa, sarebbe sembrato quasi impossibile: portare l’esperienza Unobravo anche in presenza in modo capillare sul territorio italiano, mantenendo le stesse promesse che abbiamo costruito negli anni e mettendole al servizio di bisogni diversi.
Oggi annunciamo che entro la fine di settembre saremo presenti in 29 città, e entro la fine dell’anno continueremo ad ampliare il servizio, con l’obiettivo di arrivare in tutta Italia nel corso del 2027.
Ed è questo il punto a cui tengo maggiormente: più che aggiungere semplicemente un altro servizio, stiamo mettendo tutto ciò che abbiamo imparato e costruito in questi sette anni a supporto di più persone e, allo stesso tempo, creando nuove possibilità per voi colleghi psicologi e psicoterapeuti.
Per me è un passaggio importante soprattutto simbolicamente: significa ricordarci che Unobravo non è nata per difendere un unico modello e cercare di adattare a quel modello i bisogni di tutti, ma è nata per avvicinare sempre più persone alla psicologia, anche quando hanno esigenze diverse da quelle a cui abbiamo potuto rispondere finora. E man mano che continueremo a comprenderne e scoprirne di nuove, dovremo restare abbastanza ambiziosi da provare a rispondere e abbastanza umili da continuare a evolvere.
Sono davvero felice che questo nuovo capitolo arrivi oggi, e ci tenevo a condividere la notizia con voi. 29 città sono già tantissime, soprattutto se pensiamo che pochi mesi fa era solamente una.
Se siete interessati a far parte del nuovo servizio in presenza, potete trovare maggiori info e valutare se candidarvi cliccandoqui se avete già uno spazio in cui ricevete oppure cliccando qui per lavorare in uno studio messo a disposizione da Unobravo. Spero di vedervi presto nei nostri centri clinici, che continueranno ad aumentare, o di sapere che state accogliendo i pazienti Unobravo nei vostri studi.
Un caro saluto e buon lavoro, |
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Danila De Stefano Psicologa, CEO e Founder, Unobravo |
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Agenti, norme e casi clinici: un nuovo webinar per approfondire il rapporto tra clinica e IA |
Il percorso La psicologia nell’era dell’IA: strumenti, clinica, etica e responsabilità continua con un terzo modulo Nuove frontiere dell’IA in psicologia: agenti, norme e casi clinici, a cui si potrà partecipare in diretta venerdì 23 ottobre alle 13.00. Registrati ora cliccando qui. Insieme a Graziana Orefice, psicologa psicoterapeuta a orientamento cognitivo, approfondiremo l’evoluzione di questi sistemi verso gli agenti di IA e gli strumenti personalizzati.
Uno spazio importante sarà dedicato anche alle novità normative in vigore dal2 agosto 2026: la distinzione tra sistemi ad alto rischio e modelli generalisti, la supervisione umana, la conformità degli strumenti e il consenso informato. Attraverso due casi clinici osserveremo più da vicino cosa accade quando il paziente “entra in relazione con IA” e quali domande etiche e professionali porta con sé. |
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Cartella Condivisa e Lavagna Interattiva: due nuovi strumenti nella Web App |
Questa settimana, nella nuova sezione Contenuti del menu della webapp, sono disponibili due nuovi strumenti, frutto per processo di co-progettazione tra il team di Clinical Innovatione gli psicologi e le psicologhe del nostro Centro Clinico
La Cartella Condivisa è un nuovo strumento di scambio e archiviazione, che si trova anche nell’interfaccia del paziente. Questo nuovo spazio,crittografato e visibile esclusivamente allo psicologo e al paziente, è pensato per lo scambio tra una seduta e l’altra e si potrà utilizzare per raccogliere schede di lavoro, note vocali, immagini, letture e altri materiali, quando e se lo riterrete clinicamente opportuno. La Lavagna Interattiva permette di lavorare insieme durante la seduta. È integrata nella stanza virtuale e può essere condivisa in tempo reale per tracciare una linea del tempo, rappresentare dinamiche relazionali, creare schede o rendere più chiaro un passaggio psicoeducativo. Il contenuto viene salvato automaticamente e può essere ripreso negli incontri successivi.
Ideati come strumenti flessibili e tailorizzabili, sono pensati per affiancare l’autonomia professionale nello spazio digitale. |
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L’impronta di Laura Iacomino |
Laura Iacomino, psicologa psicoterapeuta a orientamento sistemico-relazionale che collabora con Unobravo dal 2024, ha collaborato con l’associazione La Mano sulla Roccia prestando volontariato a Riace. Di questa esperienza ci racconta:
Ci sono luoghi che si visitano… e ci sono luoghi che, in qualche modo, ti entrano dentro. Per me, Riace è stato uno di questi luoghi. Sono stata a Riace due volte. Un piccolo borgo della Calabria, diventato famoso per l'esperienza di Mimmo Lucano e per quello che è stato chiamato il “villaggio globale”. [...]
Io sono andata a Riace come psicologa, ma in un modo molto semplice. Non avevo un grande progetto da realizzare. Avevo semplicemente messo a disposizione il mio tempo e quello che so fare. Mentre le mamme andavano a lavorare, io stavo con i bambini nell'asilo. [...] Bambini che venivano da Paesi diversi. Bambini che parlavano lingue diverse. Bambini con storie familiari diverse. Ma quando cominciavano a giocare… erano semplicemente bambini. E lì ho pensato che forse l'integrazione comincia proprio da questo. Da un bambino che può giocare con un altro bambino. Da una mamma che può andare a lavorare sapendo che il proprio figlio è in un luogo sicuro. Da una persona che, invece di essere considerata soltanto come qualcuno che ha bisogno, può tornare a sentirsi capace di fare, di creare, di contribuire.
[...] non ho mai avuto la sensazione di aver fatto qualcosa di straordinario. Ho semplicemente messo a disposizione una parte di me: il mio tempo, la mia professionalità, la mia capacità di stare con i bambini. Però, forse, è proprio questo che mi ha insegnato Riace. Che non sempre è necessario fare grandi cose. A volte è sufficiente chiedersi: “Che cosa posso mettere a disposizione?” E poi farlo. Con semplicità. Con umanità. Ed è proprio con questa domanda che si è fatto Laura, che si pone ogni psicologa e psicologo del nostro Centro Clinico quando riflette su un intervento e su cui si interroga Unobravo in ogni iniziativa che progetta, che vogliamo chiudere questo numero, affinché non smetta mai di essere di ispirazione per tutti noi: che cosa posso mettere a disposizione?
Ogni settimana vogliamo dare spazio alle storie e ai progetti a cui psicologhe e psicologi di Unobravo si dedicano con passione. Se vuoi condividere il tuo e proporti per la rubrica, puoi inviarcelo cliccando qui. |
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Pochi secondi per dirci come va, e cosa ne pensi degli ultimi aggiornamenti. |
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Grazie per aver letto fino a qui, e per quello che fai ogni giorno🧡 Ci ritroviamo tra due martedì. |
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