Tra fine giugno e luglio molti pazienti iniziano a preparare il commiato dell’estate. Qualcuno lo fa minimizzando, con un “tanto a settembre riprendiamo”, come se le settimane di pausa fossero una parentesi da attraversare in fretta. Eppure il modo in cui una persona saluta prima dell’interruzione dice molto di come vive l’attesa, la distanza e la ripresa.
Dietro l’immaginario della vacanza che ricarica si nasconde un cortocircuito che incontriamo spesso in stanza: quasi 1 persona su 3 (34,1%) torna dalle ferie sentendosi meno ricaricata di quanto sperava. Il benessere psicologico non si concentra in due settimane, si costruisce lungo tutto l’anno, con una cura che non conosce stagioni. Vale per chi parte da solo e per chi parte in coppia, dove la pausa diventa anche un tempo relazionale da abitare insieme e scoprirsi al di fuori della routine.
È la soglia che attraversiamo in questo numero: dal modo in cui raccontiamo l’estate al modo in cui accompagniamo, tutto l’anno, chi vuole coltivare benessere psicologico con il nostro Centro Clinico. |
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«Modalità aereo ON»: la campagna che parte dai cliché dell’estate |
A luglio Milano ospita la nostra nuova campagna OOH, Il tuo benessere mentale merita più di due settimane all’anno: un maxi billboard di 35x15 metri in Largo La Foppa, alcuni maxischermi LED in città e un presidio nella stazione metropolitana di San Siro, in concomitanza con i concerti estivi. |
L’idea parte da un’estetica che conosciamo tutti, fatta di tramonti, borghi e ali d’aereo, accostata alle caption che ogni estate riempiono i social: “non torno più”, “lasciatemi qui”, “modalità aereo ON”. La campagna le usa come punto di partenza per una domanda: perché il benessere mentale dovrebbe aspettare la pausa estiva?
Il taglio è volutamente pop, e la scelta è clinica prima ancora che comunicativa. Quelle frasi sono un linguaggio condiviso, quasi un rito collettivo: partire da ciò che le persone già dicono aiuta ad accompagnarle, senza forzature, verso una consapevolezza meno ovvia. Lo confermano i dati della nostra ricerca: alla domanda su cosa cerchino davvero in vacanza, la risposta più frequente non è il riposo fisico ma staccare mentalmente dal lavoro (41,6%). E se dovessero riassumere le ferie in una parola, gli italiani scelgono “Libertà” (37,8%), ma subito dopo “Fuga” (21,6%).
Per chi lavora in seduta, una campagna così tocca un terreno familiare. Portare in strada, con leggerezza, l’idea che prendersi cura di sé non sia un privilegio stagionale significa invitare a pensare che coltivare benessere psicologico non riguarda solo il sapere staccare, ma anche il modo in cui abitiamo la routine. |
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Una nuova funzione per i percorsi di coppia |
Abbiamo introdotto una nuova funzionalità pensata per i partner che stanno svolgendo un percorso di coppia, con l’obiettivo di ridurre alcune asimmetrie comunicative che si potevano creare a causa dell’account unico associato all’email personale di uno dei partner.
Il percorso continuerà a basarsi su un unico account, ma è ora possibile condividere con il partner le informazioni sugli appuntamenti. Previo consenso dell’altra persona, il paziente che gestisce l’account può inserire nome e indirizzo email. Da quel momento il partner riceve una comunicazione ogni volta che una seduta viene prenotata, spostata o cancellata, insieme al collegamento diretto per partecipare alla videochiamata. |
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Un chiarimento utile per orientarsi: questa funzionalità non introduce un secondo account. Il partner non registrato non crea un proprio profilo e non si iscrive separatamente; riceve, via email, solo le comunicazioni relative alla prenotazione, allo spostamento o alla cancellazione delle sedute, insieme al link per partecipare alla videochiamata.
La chat all’interno della webapp tra coppia e terapeuta resta uno spazio riservato all’account: il partner non registrato non riceve alcuna notifica relativa ai messaggi scambiati al suo interno. Inoltre, la condivisione può essere interrotta in qualsiasi momento da entrambe le parti: il paziente registrato può interrompere la condivisione delle informazioni, mentre il partner non registrato può disiscriversi in autonomia dalla ricezione delle email.
Una novità piccola nella forma, ma pensata con un’attenzione precisa: rendere il percorso più accessibile a entrambi, nel rispetto del consenso e dell’autonomia di ciascuno. |
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Staccare non è solo spegnere il telefono |
Con le ferie torna ogni anno la stessa promessa: basta spegnere il telefono per ricaricarsi. La ricerca recente racconta qualcosa di più preciso. Una meta-analisi pubblicata nel 2025 sul Journal of Applied Psychology ha rivisto la conclusione, ormai data per scontata, che i benefici della vacanza svaniscano in fretta: analizzando 32 studi, gli autori mostrano un effetto ampio sul benessere e più duraturo di quanto si pensasse, con miglioramenti ancora rilevabili a settimane di distanza dal rientro.
Più della durata, però, contano le condizioni che la rendono possibile. Tra tutte quelle studiate, le due più associate al recupero sono il distacco psicologico dal lavoro e l’attività fisica. Non basta essere in vacanza, serve riuscire a disattivare la ruminazione lavorativa: chi continua a rimuginare mentre è via recupera meno e più lentamente.
Sul piano clinico, questo apre un tema che va oltre l’estate. Il psychological detachment è una competenza, non un interruttore, e come tale si può osservare e allenare in seduta. Con i pazienti può valere la pena esplorare cosa rende difficile staccare, dalla reperibilità continua ai confini digitali sfumati, fino al senso di colpa nel non essere produttivi, e quali microconfini risultano davvero sostenibili nella loro vita concreta.
È un lavoro che riguarda anche noi: riconoscere la propria fatica a disconnettersi è spesso il primo modo per accompagnare quella di chi seguiamo. |
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L’impronta di Giuseppe Giovanni Circhirillo |
Abbiamo scelto Giuseppe Giovanni Circhirillo, psicologo a orientamento sistemico-relazionale e parte della comunità clinica di Unobravo dal 2023, perché la sua storia professionale racconta un volto della cura che di rado incontra i riflettori, oltre la spettacolarizzazione degli sbarchi.
Prima di collaborare con noi, Giuseppe Giovanni è stato psicologo nella prima accoglienza per Minori Stranieri Non Accompagnati ad Agrigento, a stretto contatto con ragazzi sopravvissuti ai naufragi. Ha poi seguito percorsi di integrazione di nuclei familiari immigrati nella seconda accoglienza, e ha partecipato agli interventi psicologici attivati durante l’emergenza legata alla guerra in Ucraina, nel supporto alle persone sfollate.
In un numero che parla di vacanze e di partenze scelte, la sua esperienza ci ricorda che esistono viaggi che non hanno nulla di leggero e che possono lasciare ferite psichiche profonde: attraversamenti dettati dalla necessità, in cui arrivare non significa arrivare al sicuro. È una prospettiva che allarga lo sguardo su cosa possa voler dire, per alcune persone, il semplice spostarsi. Ogni settimana vogliamo dare spazio alle storie e ai progetti a cui psicologhe e psicologi di Unobravo si dedicano con passione. Se vuoi condividere il tuo e proporti per la rubrica, puoi inviarcelo cliccando qui. |
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Il dono della verità, di Maurizio Andolfi |
A consigliarci una lettura è Domenico De Falco, psicologo a orientamento sistemico-relazionale, parte della comunità clinica di Unobravo dal 2025. La sua scelta è Il dono della verità. Il percorso interiore del terapeuta di Maurizio Andolfi (Raffaello Cortina, 2021).
È un testo che parla poco di tecnica e molto di chi la pratica. Andolfi invita a guardare al percorso interiore di chi fa questo mestiere, all’autenticità come strumento di lavoro, al momento in cui si depone il proprio ruolo per incontrare davvero la sofferenza che arriva in stanza: una lettura che aiuta a ricordare quanto la nostra persona, e non solo la nostra formazione, entri in ogni percorso di cura. Se c’è un libro che ti ha accompagnato, ispirato o aiutato a pensare meglio il tuo lavoro, puoi segnalarcelo con una breve recensione: la condivideremo nei prossimi numeri di Youbravo. |
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Pochi secondi per dirci come va, e cosa ne pensi degli ultimi aggiornamenti. |
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Grazie per aver letto fino a qui, e per quello che fai ogni giorno🧡 Ci ritroviamo fra due martedì. |
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