La fine della scuola porta sempre con sé un tempo di passaggio: si chiude un anno, si guarda a ciò che si è appreso, ma anche verso quale direzione volgere lo sguardo.

 

È da questo tempo sospeso tra bilanci e possibilità che nasce la riflessione di questo numero: innovare non significa solo immaginare il futuro, ma migliorare il presente, creando oggi contesti più capaci di ascoltare ed educare le nuove generazioni che si prenderanno cura del domani.

Focus

Anteprime, iniziative, appuntamenti per intercettare tutte le news del nostro Centro Clinico.

La scuola come presidio di salute mentale

La scuola è uno dei primi spazi pubblici in cui bambine, bambini e adolescenti imparano a stare con gli altri, a riconoscere se stessi, a dare forma alle proprie emozioni, nelle loro relazioni, dentro una comunità.

 

Dai dati del nostro MINDex 2026, barometro del benessere mentale degli Italiani, è emerso che il 58% degli italiani dichiara di non essere stato supportato, durante il proprio percorso scolastico, nel riconoscere e gestire le emozioni; 1 persona su 4 afferma di non aver ricevuto alcun supporto in questo senso. Solo l’8% ricorda invece un aiuto davvero concreto da parte di insegnanti e istituzione scolastica.

Non è solo un vuoto formativo. È un tema clinico, educativo, politico.

 

Come ha dichiarato Danila De Stefano, CEO e Founder di Unobravo:

“È necessario rendere l’educazione all’affettività e all’emotività un elemento cardine dei programmi scolastici. Dobbiamo permettere ai bambini di dare un nome alle emozioni oggi, per evitare che diventino adulti che fanno fatica a gestire il proprio malessere domani. La scuola deve diventare uno dei principali luoghi di alfabetizzazione emotiva del Paese e primario presidio per il benessere mentale.”

Anche lo psicoterapeuta Luigi Cancrini ha più volte ricordato come lavorare con bambini e adolescenti significhi fare prevenzione nel senso più profondo: intervenire prima che il disagio si irrigidisca, prima chela sofferenza è diventata sintomo, quando la crisi è ormai visibile e diventa destino. Per questo l’educazione emotiva e psicoaffettiva ha bisogno di una cornice istituzionale capace di renderla accessibile su tutto il territorio.

“Come Unobravo continueremo a sensibilizzare, innovare e collaborare con la politica e le istituzioni per abbattere sempre di più i vincoli burocratici e investire seriamente nella salute mentale, nell’educazione emotiva e nel welfare”.

Portare la salute mentale nella scuola significa scegliere di investire nelle nuove generazioni non solo quando stanno male, ma mentre stanno crescendo. 

 

Frontiere

Intervenire sui fenomeni emergenti è possibile, con senso critico ecuriosità.

L’educazione affettiva ai tempi dell’AI

Una survey Ipsos BVA riportata da Reuters nel 2026 ha mostrato che quasi un giovane europeo su due, tra gli 11 e i 25 anni, ha usato chatbot AI per parlare di temi intimi o personali: tre utilizzatori su cinque descrivono l’AI come un “confidente” disponibile e non giudicante. In parallelo, negli Stati Uniti è nato Vibe Check, uno strumento rivolto agli adolescenti che si chiedono se abbiano oltrepassato il consenso di qualcuno in una relazione. Il suo obiettivo è offrire uno spazio anonimo, educativo e responsabile.

 

I ragazzi hanno domande su desiderio, confini, colpa, riparazione, vergogna, paure  che non sanno nominare. Se non sanno a chi e dove portarle, cercano comunque una risposta. Ecco perché l’educazione affettiva non è solo fare prevenzione parlando di emozioni. Significa costruire contesti in cui le domande difficili possano essere portate. Se l’AI intercetta un bisogno reale, diventa importante aiutare i più giovani a usarla con consapevolezza: non come unico interlocutore, ma come possibile punto di partenza. 

 

Educare all’affettività oggi significa anche questo: accompagnare minorenni a distinguere tra una risposta immediata e una relazione che può davvero sostenere, tra uno spazio che orienta e uno spazio in cui confrontarsi e crescere. Perché le domande più delicate possono anche iniziare davanti a uno schermo (e nel nostro Centro Clinico lo sappiamo bene), ma hanno bisogno di trovare interlocutori capaci di accoglierle.

Fonti: 

Barbier, L., & Marchandon, L. (2026, May 5). Young Europeans turn to AI chatbots for emotional support, survey shows. Reuters. 

Nowell, C. (2026, May 6). Young people want to know whether they’ve perpetrated a sexual assault. A non-profit made a tool for them. The Guardian. 

 

Radar

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10 milioni di sedute: celebriamole insieme

Abbiamo condiviso anche con il resto mondo una notizia importante: su Unobravo sono state svolte 10 milioni di sedute.

Un traguardo che parla anche della nostra Comunità Clinica e del lavoro che ogni giorno rendete possibile, una seduta alla volta.

 

Se vi va, potete condividerlo anche sui vostri canali e celebrarlo insieme a noi.

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Ora disponibile on demand: "Oltre il sintomo"

Se non hai potuto partecipare alla diretta, puoi recuperare il webinar “Oltre il sintomo: Cassetta degli Attrezzi per una terapia Neurodiversity-Informed” quando preferisci. Un approfondimento pratico per affinare la diagnosi differenziale nelle neurodivergenze, attraverso casi clinici concreti e strumenti utili a distinguere tra sintomo, strategie di adattamento e caratteristiche del funzionamento neurodivergente.

 

👉 Accedi al webinar on demand

 

Impronte

Uno spazio per le storie che meritano di essere raccontate

L’impronta di Marco Filippini

L’impronta di oggi nasce da un’esigenza concreta rilevata da Marco Filippini: offrire agli adolescenti uno spazio in cui poter portare ciò che vivono, senza sentirsi soli o già definiti dalle proprie difficoltà. Psicoterapeuta a orientamento gestaltico nel team di Unobravo dal 2024, Marco ha creato a Casalnuovo uno spazio dedicato agli adolescenti e alle loro famiglie.

 

Il progetto nasce intorno a un gruppo di terapia per ragazze e ragazzi tra i 13 e i 17 anni: un contesto in cui ogni adolescente possa sentirsi libero di esprimersi, condividere ciò che vive e incontrare altri coetanei dentro una cornice protetta.

Accanto al lavoro di gruppo, lo spazio prevede percorsi individuali per adolescenti e un sostegno rivolto alle famiglie, strutturato in 12 incontri per i ragazzi e 6 per i genitori.

 

Un modo per accompagnare la crescita adolescenziale tenendo insieme due livelli fondamentali: il mondo interno dei più giovani e la rete familiare che li sostiene.

 

Ogni settimana vogliamo dare spazio alle storie e ai progetti a cui psicologhe e psicologi di Unobravo si dedicano con passione. Se vuoi condividere il tuo e proporti per la rubrica, puoi inviarcelo cliccando qui.

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Segnalibro

Un libro alla volta, la biblioteca condivisa della nostra comunità clinica

Pezzettino, di Leo Lionni

Manuela Di Iorio, psicoterapeuta a orientamento psicodinamico in Unobravo dal 2024, consiglia Pezzettino di Leo Lionni.

Come racconta Manuela, è:

“Un libro per bambini a partire dai 5 anni di età sulla scoperta di sé e della propria identità in relazione con gli altri. Il libro è scritto in maniera profonda e suscita meraviglia anche negli adulti.”

Attraverso una storia semplice e luminosa, Pezzettino accompagna bambine e bambini dentro una domanda fondamentale: chi sono io? Sono parte di qualcuno? Sono mancante, incompleto, o posso riconoscermi come intero anche nella relazione con gli altri?

 

È una lettura che può trovare spazio anche nel lavoro terapeutico ed emotivo con i più piccoli: per esplorare il tema dell’identità, del confronto con i pari, del sentirsi diversi, frammentati o “non abbastanza”; ma anche per aprire un dialogo sulla possibilità di riconoscersi, nominare ciò che si sente e trovare un posto nel mondo senza perdere la propria unicità.

 

Se c’è un libro che ti ha accompagnato, ispirato o aiutato a pensare meglio il tuo lavoro, puoi segnalarcelo con una breve recensione: la condivideremo nei prossimi numeri di Youbravo. 

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Grazie per aver letto fino a qui, e per quello che fai ogni giorno🧡

 

Da questo numero Youbravo cambia ritmo: ci ritroviamo ogni due martedì.

Il team Unobravo

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