In questo numero attraversiamo una domanda che riguarda da vicino la pratica clinica: cosa vediamo quando proviamo a guardare oltre il sintomo, oltre l’etichetta, oltre la prima spiegazione disponibile?
Un filo rosso che racconterà le neurodiversità, le storie di sofferenza e di cura, nuove narrazioni generate dall’AI, il nostro compito come professionisti è allenare uno sguardo capace di restare curioso, prudente e profondamente umano. |
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E se ciò che stai osservando non fosse solo un sintomo? |
Giovedì 2 luglio alle 11:00 ti aspetta “Oltre il sintomo: Cassetta degli Attrezzi per una terapia Neurodiversity-Informed”, un webinar pratico dedicato alle neurodivergenze negli adulti e alle sfide della diagnosi differenziale.
Attraverso casi clinici concreti esploreremo come distinguere tra sofferenza psicologica, strategie di adattamento e caratteristiche del funzionamento neurodivergente, per sviluppare una lettura clinica più accurata e consapevole. |
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L’impronta di Deborah Cavallaro |
Ci sono impronte che possono nascere da una ferita che non si cancella. E ci sono professionisti che, a partire da quella ferita, scelgono di costruire possibilità di cura. È in questo spazio delicato che incontriamo l’impronta di Deborah Cavallaro, psicologa psicoterapeuta a orientamento cognitivo-costruttivista che collabora con Unobravo dal 2025. “La mia impronta nasce dall'incontro tra competenza professionale e vissuto personale. Molti anni fa ho affrontato la perdita di mio figlio Marco, una ferita che ha attraversato la mia vita e che ha cambiato profondamente il mio modo di guardare il dolore, l'amore e la resilienza. Da quel momento ho scelto di trasformare una sofferenza immensa in un impegno concreto verso gli altri. Ho scritto un libro con l'obiettivo di raccogliere fondi per la ricerca oncologica pediatrica a favore della Fondazione Meyer, perché credo che anche nei momenti più bui sia possibile generare speranza e contribuire a costruire un futuro migliore per altri bambini e altre famiglie. Una parte importante del mio lavoro è dedicata all'accompagnamento delle mamme e delle famiglie che affrontano il lutto in età infantile. Conosco il linguaggio del dolore, il silenzio che spesso lo accompagna e la solitudine che molte persone sperimentano quando perdono un figlio. Ogni giorno incontro storie di sofferenza, cambiamento e rinascita. Credo profondamente che non sia il dolore a definire una persona, ma ciò che riesce a costruire a partire da esso. Se dovessi descrivere la mia impronta con una frase, direi questa: trasformare una perdita in una presenza, una ferita in una risorsa, e il dolore in una possibilità di cura per sé e per gli altri.” Ogni settimana vogliamo dare spazio alle storie e ai progetti a cui psicologhe e psicologi di Unobravo si dedicano con passione. Se vuoi condividere il tuo e proporti per la rubrica, puoi inviarcelo cliccando qui. |
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Una vita degna di essere vissuta, di Marsha Linehan |
Questa settimana la nostra biblioteca viene arricchita dal suggerimento di Marika Rigante, psicoterapeuta di orientamento cognitivo-comportamentale, che consiglia Una vita degna di essere vissuta di Marsha Linehan, edito da Raffaello Cortina Editore.
Una lettura che attraversa biografia, clinica e possibilità di trasformazione: Linehan porta il lettore dentro un percorso in cui il dolore psichico non viene banalizzato, ma letto come punto da cui può nascere una nuova possibilità di cura.
Nel racconto della sua esperienza personale e professionale, la fondatrice della DBT mostra quanto il lavoro clinico possa tenere insieme accettazione e cambiamento: riconoscere ciò che c’è, anche quando è doloroso, e al tempo stesso costruire strumenti per restare nella vita, regolare le emozioni, attraversare le crisi, ritrovare legami possibili.
Un Segnalibro che parla da vicino alla pratica che attraversate ogni giorno: accompagnare qualcuno senza promettere l’assenza di sofferenza, ma contribuendo a costruire, passo dopo passo, condizioni più vivibili, relazioni più sicure e una vita che possa essere sentita, di nuovo, degna di essere vissuta. Se c’è un libro che ti ha accompagnato, ispirato o aiutato a pensare meglio il tuo lavoro, puoi segnalarcelo con una breve recensione: la condivideremo nei prossimi numeri di Youbravo. |
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La bixonimania non esiste. E proprio per questo è interessante.
Il termine indica una falsa malattia inventata da un gruppo di ricercatori dell'Università di Göteborg, in Svezia per osservare come alcuni sistemi di intelligenza artificiale trattano informazioni sanitarie costruite in forma apparentemente scientifica. Nonostante diversi indizi di inattendibilità, alcuni chatbot hanno restituito la bixonimania come se fosse una condizione reale, offrendo spiegazioni, ipotesi causali e indicazioni di trattamento.
Sempre più persone, prima di arrivare in consultazione, cercano online una spiegazione ai propri sintomi, alle proprie emozioni, ai propri comportamenti. Oggi, però, quella ricerca può passare attraverso un chatbot che non si limita a restituire informazioni: organizza una narrazione, dà un nome al disagio, propone collegamenti, a volte produce una risposta che suona più certa di quanto dovrebbe.
Fenomeni come le allucinazioni, ovvero la tendenza dell'intelligenza artificiale a inventare fatti o dati spacciandoli per veri, non sono solo bug tecnologici: sono veri e propri moltiplicatori di storie. Come Centro Clinico ci impegniamo a fare informazione sui limiti e le potenzialità di questi strumenti, proprio perché sappiamo che queste "allucinazioni" entrano inevitabilmente nel vissuto di chi soffre. Diventa quindi fondamentale, all'interno del processo terapeutico, esplorare la funzione che quella specifica narrazione assume per la persona.
La bixonimania non esiste. Ma le narrazioni diagnostiche costruite dall’AI iniziano a esistere eccome, anche dentro la stanza di terapia. Una nuova frontiera, quindi, non solo tecnologica: clinica, narrativa e relazionale. |
Fonti: Chris Stokel-Walker, Nature 652, 559-561 (2026), doi: https://doi.org/10.1038/d41586-026-01100-y |
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Pochi secondi per dirci come va, e cosa ne pensi degli ultimi aggiornamenti. |
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Grazie per aver letto fino a qui, e per quello che fai ogni giorno🧡 Eccezionalmente, settimana prossima ci rivediamo lunedì. |
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