Nel discorso pubblico il lavoro psicologico viene spesso raccontato come se fosse fatto di sola sensibilità, ascolto e disponibilità, quasi che bastasse una naturale attitudine alla cura per reggerne il peso. In questa rappresentazione c’è qualcosa di vero, ma anche qualcosa di riduttivo, a volte stereotipato, rispetto alla complessità e al carico della pratica clinica. E in parte bene così, altrimenti non avremmo avuto tanti capolavori di Woody Allen o Nanni Moretti. In vista del 1° maggio, però, ci sembrava utile soffermarci proprio qui.
Da una parte c’è il lavoro di chi entra in seduta: stress-lavoro correlato che si accumula, burnout che svuota, culture organizzative fragili, paura di esporsi, vergogna di esprimere disagio. Il lavoro occupa la maggior parte del tempo vigile delle persone, influenza il modo in cui stanno al mondo, modella il respiro, il battito, il pensiero, la fatica. Dall’altra parte c’è il lavoro di chi curale storie di lavoro. Prendersi cura è dare forma a uno spazio affidabile per l’altro, richiede una responsabilità professionale precisa, la disciplina di una presenza che resta, un aggiornamento continuo senza smarrire il centro.
In questo numero teniamo insieme entrambi i fili di questa trama: il lavoro come tema clinico e il lavoro di chi cura come pratica ad alta intensità. Gli psicologi agiscono da questa interfaccia e devono detergere le scorie relazionali altrui, avendo cura di smalterie anche le proprie. |
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Il lavoro occupa una parte enorme della nostra vita, ma raramente ci fermiamo a chiederci che tipo di relazione abbiamo con lui. Non solo quanto lavoriamo, ma come lavoriamo, cosa ci portiamo dentro e cosa lasciamo fuori. In Unobravo vediamo ogni giorno quanto il lavoro possa essere una fonte di realizzazione, ma anche di pressione, fatica, identità fragile. E vediamo anche quanto sia difficile, ancora oggi, legittimare il proprio disagio quando nasce proprio lì, nel luogo in cui “dovremmo funzionare”.
Per questo, parlare di lavoro nella Giornata del 1° maggio non è solo una riflessione economica o sociale. È anche una riflessione psicologica. Significa riconoscere che il benessere mentale non è separato dal lavoro, ma profondamente intrecciato ad esso.
E significa, soprattutto, iniziare a costruire contesti in cui non sia necessario stare male in silenzio per essere considerati all’altezza. |
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Danila De Stefano Psicologa, CEO e Founder, Unobravo |
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Bridge to HR: portiamo il benessere psicologico nelle aziende |
Nei contesti lavorativi il disagio psicologico può prendere forma, incistarsi, restare celato. I dati raccolti da Unobravo ci dicono che il 66% delle persone teme che il proprio lavoro possa essere a rischio se la performance cala per lo stress. Più del 60% dichiara di aver sperimentato burnout almeno una volta, quasi il 20% ha lasciato un lavoro per questo motivo e l’80% ha pensato di farlo. Allo stesso tempo, il 68% dei dipendenti parteciperebbe volentieri a sessioni di terapia offerte dal datore di lavoro, ma il 42% afferma che la propria azienda non offre alcun supporto psicologico.
È anche da qui che nasce Bridge to HR, l’iniziativa di Unobravo pensata per diffondere la cultura del benessere psicologico nelle aziende a partire dalla rete di contatti della nostra comunità clinica. Ogni psicologo di Unobravo può contribuire al progetto segnalandoci un referente HR o un CEO, di sua conoscenza, che lavora in un’azienda con almeno 10 dipendenti. Se da quel contatto ne consegue un incontro con il nostro team Sales, Welfare & Strategic Partnership, è previsto un riconoscimentodi 60€per chi ha fatto la segnalazione.
Vogliamo costruire un ponte tra salute mentale e cultura organizzativa, tra cura e luoghi di lavoro, portando supporto psicologico, momenti formativi e strumenti di lettura nei luoghi in cui le persone trascorrono gran parte della loro vita. |
Nuovo corso ECM – Intelligenza artificiale e pratica clinica |
Aggiornarsi è parte intrinseca di ogni tipo di lavoro, ragion per cui il nostro Centro Clinico sostiene la formazione gratuita degli psicologi con webinar, training e corsi accreditati ECM su nuove tematiche da approfondire. Oggi gli psicologi che si stanno confrontando con nuovi fenomeni emergenti stanno cambiando il modo in cui i pazienti pensano, si emozionano, si raccontano. E ciò avrà un impatto sul nostro modo di lavorare.
Il 15 maggio, dalle 9 alle 17, vi aspetta un nuovo appuntamento ECM sincrono di 8 ore (12 crediti) dedicato a uno dei temi più attuali per la professione psicologica: l’intelligenza artificiale nella pratica clinica. Il corso, tenuto dal Dott. Tommaso Ciulli, offrirà strumenti per orientarsi tra impatto sul setting, uso da parte dei pazienti, opportunità, limiti e responsabilità professionale. La formazione alterna momenti teorici, casi clinici ed esercitazioni pratiche, con l’obiettivo di fornire strumenti immediatamente utilizzabili nella pratica quotidiana.
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A volte l’impatto del nostro lavoro prende forma anche fuori dallo studio, nei luoghi in cui le persone lavorano, si incontrano, affrontano fatica e relazioni complesse. È il caso di “Storie in aeroporto”,il percorso formativo che, con gli psicologi del nostro B2B abbiamo costruito per gli operatori di ADR - Aeroporti di Roma: uno spazio pensato per allenare ascolto, comunicazione empatica, confini relazionali e gestione del carico emotivo nel rapporto con l’utenza. Un modo concreto per portare la cultura del benessere psicologico dentro i contesti di lavoro, là dove può fare la differenza nella vita quotidiana delle persone.
Il valore di partnership come questa è espresso da un dato importante: 7 persone su 10 che iniziano un percorso di supporto psicologico attraverso iniziative come ADR vivono la loro prima esperienza di terapia proprio grazie all’attivazione dell’azienda, mostrando che il contesto lavorativo, se ben orientato, può diventare una soglia di accesso alla cura. |
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Quando si parla di burnout, il rischio è usare questa parola in modo vago, spiegando poco. Il burnout viene generalmente descritto come una condizione di esaurimento legata a stress lavorativo protratto, che tende a esprimersi attraverso affaticamento emotivo, perdita di efficacia e un progressivo allontanamento dal lavoro. Nella pratica clinica, il burnout degli psicologi e degli psicoterapeuti riguarda un logoramento più sottile, che può toccare la vitalità del pensiero, la qualità della presenza, la capacità di restare ricettivi senza irrigidirsi o svuotarsi.
Una review del 2022 mostra che il benessere degli psicoterapeuti dipende dall’intreccio tra assetto personale e condizioni di lavoro. Tra le variabili individuali ricorrono età e genere, tratti di personalità, livello di resilienza e, in alcuni studi richiamati dagli autori, dimensioni come supporto sociale e self-compassion. Sul versante lavorativo pesano il carico di lavoro e le job demands, cioè l’insieme delle richieste che il lavoro impone in termini di intensità, pressione e gestione di situazioni complesse; l’insonnia, che compare come indicatore di logoramento e peggioramento del benessere; e il coping, che può funzionare come fattore di rischio o di protezione a seconda che sia più centrato sull’emozione o sul problema. Contano inoltre le condizioni del contesto professionale: setting di lavoro, supporto ricevuto, qualità del lavoro con i colleghi.
Secondo una meta-sintesi qualitativa del 2024, il burnout viene descritto dagli psicoterapeuti come l’esito di un’esposizione prolungata a narrazioni emotivamente intense, che può avere un impatto severo sia sul piano professionale sia su quello personale. Il burnout sembra emergere dove si incontrano vulnerabilità umana, intensità del lavoro clinico e insufficienza di sostegni adeguati. Per questo, leggerlo solo come questione di resilienza personale rischia di essere riduttivo. Interroga anche il contesto che circonda la pratica: di quanto quel lavoro possa essere contenuto, elaborato e rimesso in circolo, invece che solo assorbito. In questa prospettiva, prendersi cura di chi cura non è un lusso collaterale: è una condizione della qualità della cura stessa.
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Fonti Vivolo M, Owen J, Fisher P. Psychological therapists' experiences of burnout: A qualitative systematic review and meta-synthesis. Mental Health and Prevention. 2024;33:200253. Van Hoy A, Rzeszutek M. Burnout and Psychological Wellbeing Among Psychotherapists: A Systematic Review. Frontiers in Psychology. 2022;13:928191. |
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Pochi secondi per dirci come va, e cosa ne pensi degli ultimi aggiornamenti. |
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Buona festa dei lavoratori 🧡 Ci rivediamo martedì! |
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