Gli aggiornamenti di oggi sono importanti perché raccontano la quotidianità di come lavoriamo in Unobravo nel rispetto della cultura e dei valori condivisi. Il nuovo video di onboarding è un’espressione di Change That Matters: è stato aggiornato per mettere a fuoco la cornice attuale del lavoro nel nostro Centro Clinico e offrire riferimenti chiari a chi entra oggi in Unobravo. In Frontiere, partiamo da una notizia di cronaca per aprire una riflessione su che cosa significhi progettare strumenti digitali in modo etico e responsabile, un tema che richiama da vicino Own It With Pride. Infine, Impatto è dedicato al lavoro dei consulenti dell’Equipe Empowerment, che trasformano il confronto clinico in una risorsa concreta per la pratica quotidiana dei nostri psicologi, incarnando pienamente il senso di Better Every Day.

 

I nostri valori raccontano chi siamo quando danno forma alle scelte che facciamo, agli strumenti che costruiamo, ai dispositivi che mettiamo a disposizione. Proviamo a vivere i nostri valori facendone una bussola per ciò che progettiamo, per come cresciamo e per l’impatto che vogliamo generare.

Orizzonti

Anteprime, iniziative, appuntamenti per intercettare tutte le news del nostro Centro Clinico.

Modello e governance della pratica professionale in Unobravo

A chiusura del percorso dedicato alla cultura e ai valori del nostro Centro Clinico, vi proponiamo il nuovo video di onboarding rivolto agli psicologi che hanno iniziato nel 2026 la collaborazione con Unobravo. Abbiamo scelto di condividerlo anche con chi lavora con noi da più tempo perché siano aggiornati sulla cornice comune e i riferimenti del nostro lavoro oggi: chi siamo, come lavoriamo insieme e che cosa orienta la pratica nel nostro Centro Clinico.

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Radar

Anteprime, iniziative, appuntamenti per intercettare tutte le news del nostro Centro Clinico.

Milano, ci vediamo l’8 maggio

Manca poco alla prima tappa di Unobravo Connect 2026.


L’appuntamento di Milano è previsto giovedì 8 maggio alle 15:30, presso WAO C30 Romolo: un’occasione per incontrarci dal vivo, mettere in comune competenze e strumenti della nostra comunità clinica e prenderci cura anche delle relazioni che sostengono il lavoro quotidiano.

 

Le iscrizioni resteranno aperte fino al 27 aprile.

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Impronte

Uno spazio per le storie che meritano di essere raccontate

L’impronta di Iman Meskelindi

Questa settimana raccontiamo l’impronta di Iman Meskelindi, psicologa psicoterapeuta che da anni lavora accanto alle persone coinvolte nella cura delle fragilità neurodegenerative, tenendo insieme dimensione neuropsicologica, emotiva e relazionale. Dal 2018 collabora con un Alzheimer Café dell’associazione Allegramente, un’esperienza che le ha permesso di incontrare da vicino la quotidianità della cura e la fatica dei caregiver. In questo lavoro promuove iniziative di sensibilizzazione e prevenzione sulla demenza e offre ai familiari spazi in cui comprendere meglio ciò che stanno vivendo, acquisire strumenti e sentirsi meno soli. 

 

Abbiamo scelto Iman Meskelindi per il valore di questo progetto, che si prende cura non solo di chi riceve una diagnosi, ma anche di chi ogni giorno accompagna, contiene, regge. Dare spazio ai caregiver rende visibile una fatica troppo spesso silenziosa, ma profondamente centrale nei percorsi di malattia.


Se vuoi essere il prossimo protagonista di Impronte, o conosci qualcuno con una storia da condividere, scrivici qui:

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Impatto

Piccoli grandi storie di cura per ricordare l’impatto che raggiungiamo col nostro lavoro

Il potere del confronto clinico

Nel nostro Centro Clinico, lavorare insieme significa anche creare occasioni di crescita e consolidamento delle best practice. Per questo, dal 2025, esiste l’Equipe Empowerment: un team di consulenti clinici che accompagna gli psicologi nelle specificità del setting in Unobravo, con l’obiettivo di rendere il supporto psicologico che offriamo sempre più efficace per i pazienti.

 

Gli psicologi che hanno partecipato su invito a queste sessioni hanno valutato l’esperienza con un punteggio medio di 4,7/5, sottolineando in particolare l’utilità del confronto clinico e il valore dello spazio di riflessione.

 

Per maggiori informazioni sull’Equipe Empowerment clicca qui.

 

Frontiere

Intervenire sui fenomeni emergenti è possibile, con senso critico ecuriosità.

La vulnerabilità non è una metrica

A Los Angeles una giuria ha ritenuto Meta e Google responsabili di aver progettato e gestito piattaforme ritenute dannose per la salute mentale dei più giovani, condannandole a un risarcimento complessivo di 6 milioni di dollari. Al centro del verdetto non ci sono solo i contenuti, ma il design stesso delle piattaforme: algoritmi, scroll infinito e funzioni pensate per trattenere l’attenzione, senza adeguati avvertimenti sui rischi per utenti minorenni.

 

Questa notizia richiama un tema che va oltre la singola sentenza: la responsabilità di chi progetta questi spazi. Quando un ambiente digitale è costruito per agganciare e rendere difficile l’uscita, non può essere considerato uno spazio neutro. Like, notifiche e aggiornamenti imprevedibili funzionano come rinforzi intermittenti: attivano circuiti di ricompensa e apprendimento fondati sull’anticipazione, rendendo il controllo ripetuto più persistente. Lo scroll infinito, inoltre, mantiene il flusso continuo e rende più difficile decidere quando fermarsi, prolungando lo stato di attivazione attentiva. Anche il feedback sociale online, soprattutto negli adolescenti, può modulare sia il comportamento, sia le risposte neurali legate alla ricompensa e alla salienza. In altre parole, non si tratta solo di contenuti problematici, ma di architetture relazionali e attentive che fanno leva su meccanismi neuropsicologici ben noti.

 

In questa dimensione, la tutela dei minori non può ricadere solo su genitori e famiglie, ma coinvolge anche chi sceglie di rivolgersi a loro come target. Riguarda chi definisce le logiche di ingaggio e conosce i meccanismi psicologici su cui quei prodotti fanno leva. Ciò che intercetta i bisogni emotivi non può essere concepito come se quei bisogni fossero una metrica di engagement, trasformando la vulnerabilità in una leva di permanenza. Come Unobravo, pensiamo che la responsabilità digitale cominci dal design: dal modo in cui si costruiscono ambienti, percorsi e interazioni, non solo per evitare il danno, ma con l’intenzione di progettare per il benessere e offrire un’esperienza di cura, rispettosa e sana per la persona. È cruciale che gli specialisti siano parte attiva nella costruzione degli strumenti digitali di domani e siano coinvolti attivamente fin dalle prime fasi di progettazione delle tecnologie in campo clinico e del wellbeing, per garantire pertinenza e sicurezza. 

 

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Ci rivediamo martedì!

Il team Unobravo

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