Pensi davvero di sapere quanto fa 1 + 1?


In Unobravo fa 3. 

Non è un paradosso di orwelliana memoria (2+2=5). È il potere della non sommatività: il tutto che è diverso dalla somma delle sue parti, il gruppo che è più della semplice addizione dei singoli. 

 

Insieme Change that matters,Own it with pride, Better every day, One Plus One Equals Three è il quarto pilastro valoriale della cultura del nostro centro clinico.

 

Siamo consapevoli che dalle proprietà emergenti delle interazioni nascono possibilità di cura che da soli non riusciremmo a generare. Nel lavoro clinico, ad esempio, a volte basta spostare una domanda fuori dal proprio studio: portarla in un’intervisione, in uno spazio di confronto in cui possa essere guardata da un’altra angolazione. E qualcosa si muove. Il pensiero, quando incontra un altro pensiero, si allarga, si espande: si fa più generativo.

 

Per Unobravo, questo valore si traduce nella responsabilità di costruire ponti: tra pratica clinica e organizzazione, tra strumenti e setting, tra bisogni dei pazienti e lavoro degli psicologi. Significa allestire spazi di aggiornamento e confronto, ascoltare e riconoscere che i feedback sono parte viva del miglioramento del Centro Clinico.

Per uno psicologo che collabora con Unobravo, One Plus One Equals Three significa restare al passo con tutto ciò che accade nel Centro Clinico. Partecipare ai training di aggiornamento, adottare rapidamente i nuovi strumenti, utilizzare i dispositivi clinici e le opportunità formative che a sua disposizione.

 

One Plus One Equals Three è un criterio di lavoro: quando lavoriamo insieme, amplifichiamo il nostro impatto per chi cerca sostegno psicologico. 

Orizzonti

Anteprime, iniziative, appuntamenti per intercettare tutte le news del nostro Centro Clinico.

In Unobravo nessuno lavora da solo

Quando abbiamo scelto One plus one equals three, non pensavamo solo alla collaborazione in senso generico. Pensavamo alla responsabilità di lavorare dentro qualcosa che amplifica il valore di ciascuno. In Unobravo nessuno lavora davvero da solo, anche quando è nel proprio setting. Ogni scelta clinica si inserisce in un ecosistema fatto di confronto, strumenti, ricerca, dati, formazione continua. È lì che nasce il terzo elemento. Non sei più solo tu e il paziente, ma un contesto che sostiene, orienta e rende il lavoro più solido.

 

Questo valore ci ricorda che il nostro impatto cresce quando condividiamo, quando chiediamo, quando accogliamo prospettive diverse e quando utilizziamo davvero ciò che costruiamo insieme. È così che possiamo offrire un’esperienza più forte per i pazienti e allo stesso tempo sentirci parte di un centro clinico che evolve ogni giorno, grazie al contributo di tutti.

Danila De Stefano
Psicologa, CEO e Founder, Unobravo

 
 

Radar

Anteprime, iniziative, appuntamenti per intercettare tutte le news del nostro Centro Clinico.

Domani torna Aurora, la newsletter di Unobravo dedicata ai pazienti. Arriverà con rubriche pensate per accompagnare migliaia utenti e accendere nuove riflessioni su temi legati alla salute mentale e al benessere psicologico. Per questa nuova partenza, ci piacerebbe coinvolgere anche voi in una delle rubriche.

 

Si tratta di "M’illumino di Multimedia",uno spazio dedicato a film, serie tv, podcast e libri capaci di offrire ai pazienti spunti e prospettive nuove. 

 

Avete incontrato di recente una storia o uno stimolo che vi piacerebbe consigliare ai pazienti del nostro Centro Clinico? Condividetelo con noi: potrebbe diventare un suggerimento prezioso per i prossimi numeri di Aurora.

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Impronte

Uno spazio per le storie che meritano di essere raccontate

L’impronta di Gioia Manduzio

Oggi vi presentiamo la psicologa psicoterapeuta Gioia Manduzio, per il suo lavoro sul territorio di Latina che intreccia arte e psicoterapia. Nella sua pratica utilizza il gruppo come spazio vivo di trasformazione nei percorsi con donne vittime di violenza. Pittura, fotografia, ma anche i luoghi della socialità quotidiana, diventano stimoli per aprire riflessioni su amore, relazioni e dipendenze.

 

Tra i materiali che ci hanno colpito di più c’è un video ideato per il Centro Donna Lilith di Latina, che unisce illustrazioni e riprese dal reale, dando forma alle testimonianze di tre donne che si sono rivolte al centro antiviolenza. Un dispositivo capace non solo di raccontare, ma di far sentire, di rendere visibile ciò che spesso resta sommerso, trasformando un’esperienza dolorosa in un atto condivisibile di denuncia, speranza, di rinascita.

 

Abbiamo scelto Gioia Manduzio per il valore di questo sguardo: un modo di curare in cui il gruppo è una soglia tra esperienza individuale e spazio collettivo, dove anche un video può diventare un gesto sia clinico che politico.

 

Se vuoi essere il prossimo protagonista di Impronte, o conosci qualcuno con una storia da condividere, scrivici qui:

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Impatto

Piccoli grandi storie di cura per ricordare l’impatto che raggiungiamo col nostro lavoro

Le intervisioni: più sguardi, più cura

Tra gennaio e marzo 2026, abbiamo registrato quasi 2.000 presenze alle intervisioni.La letteratura suggerisce che la collaborazione tra professionisti può migliorare la pratica e gli esiti di cura, e che la supervisione tende ad avere effetti benefici su competenza e alleanza terapeutica.

 

Per maggiori informazioni sulle intervisioni clicca qui. In alternativa, per per partecipare agli incontri di intervisione prenotati qui.

 

È anche questo, in fondo, il senso di One Plus One Equals Three: quando il pensiero clinico incontra altri sguardi, altre lenti, non sostiene solo il lavoro clinico, sostiene anche chi lo porta avanti ogni giorno.

 

Frontiere

Intervenire sui fenomeni emergenti è possibile, con senso critico ecuriosità.

Si può misurare il dolore?

Per molto tempo il dolore è rimasto un dato difficile da standardizzare, in quanto la sua valutazione dipende soprattutto dalla possibilità del paziente di raccontarlo e quantificarlo. Uno studio pubblicato su Scientific Reports ha provato a rimettere in discussione questo assunto, descrivendo un sistema di rilevazione automatizzata del dolore basato sull’analisi delle espressioni facciali,  sviluppato su 200 pazienti, a partire da 2.008 video suddivisi in 10.274 clip da un secondo, con l’estrazione di 468 punti facciali per frame.


Il modello ha mostrato buone prestazioni nel distinguere tra assenza di dolore, dolore lieve e dolore clinicamente rilevante. Una misurazione più oggettiva del dolore potrebbe essere utile nei contesti in cui la verbalizzazione è fragile o incompleta: persone sedate, pazienti con decadimento cognitivo, bambini piccoli. In questo senso, pur non promettendo di “leggere” il dolore in modo definitivo, la tecnologia aggiunge un livello di osservazione che può sostenere la valutazione clinica.


Allo stesso tempo, altre ricerche ricordano che il dolore non coincide mai interamente con ciò che un sensore rileva. Se da un lato alcune sue manifestazioni possono essere osservate in modo più oggettivo, dall’altro la sua esperienza resta intrecciata a componenti emotive e regolative. Uno studio pubblicato su JAMA Network Open nel 2025 ha mostrato, per esempio, che un intervento online ispirato alla DBT per la disregolazione emotiva nel dolore cronico ha migliorato la regolazione emotiva in 89 partecipanti, con effetti anche su depressione, ansia, sonno e, al follow-up, sull’intensità del dolore.


La frontiera non è semplicemente come misurare il dolore. È imparare a tenere insieme due verità: che il dolore lascia tracce osservabili nel corpo, e che non si lascia mai ridurre del tutto a un dato. Per la clinica, questo significa usare l’innovazione come supporto all'interpretazione, integrando i segnali osservabili con la storia, il contesto e la soggettività della persona, dentro una comprensione del dolore che resti ancorata alla complessità dell’esperienza del paziente.

Fonti
Tan, C.W., Du, T., Teo, J.C. et al. Automated pain detection using facial expression in adult patients with a customized spatial temporal attention long short-term memory (STA-LSTM) network. Sci Rep 15, 13429 (2025). https://doi.org/10.1038/s41598-025-97885-5

 

Norman-Nott N, Wilks CR, Hesam-Shariati N, et al. Online Dialectical Behavioral Therapy for Emotion Dysregulation in People With Chronic Pain. JAMA Network Open. 2025;8(5):e256908.
doi:10.1001/jamanetworkopen.2025.6908

 

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