Ci sono sedute che sembrano seguire un filo chiaro. Altre, invece, restano addosso in modo diverso. È un’esperienza familiare a chi fa questa professione. La clinica non procede in linea retta, e non sempre si intuisce immediatamente il senso di ciò che sta accadendo. Ci sono passaggi che si chiariscono col tempo, quando si torna con il pensiero su una seduta, quando si trova nel confronto o nell'approfondimento una lettura che prima mancava. Il lavoro clinico chiede una forma particolare di disciplina: quella di non considerarsi mai “arrivati”, ma di restare disponibili ad apprendere da ciò che la pratica ci restituisce.

Nella clinica il miglioramento è una postura. 

 

E lo è anche nel nostro Centro Clinico, come esprimiamo nel nostro terzo valore: Better Every Day.

 

Per Unobravo significa assumere il miglioramento come una responsabilità condivisa. Vuol dire rivedere strumenti e processi, sperimentare soluzioni nuove e, quando accade di sbagliare, trasformare quell’errore in un’occasione per fare meglio. 

 

Per uno psicologo che collabora con Unobravo, Better Every Day significa riconoscere che il lavoro clinico non è statico. Fa parte della pratica restare aggiornati sull’evoluzione della disciplina, confrontarsi con colleghi, approfondire ricerche, best practices e strumenti condivisi dal Centro Clinico. Significa anche padroneggiare gli strumenti tecnologici che accompagnano il lavoro quotidiano.

Significa soprattutto coltivare curiosità professionale.

 

La disponibilità ad accogliere le novità con senso critico, a contribuire attivamente al miglioramento del servizio attraverso osservazioni, feedback, domande e proposte. Perché crescere, in un contesto clinico, non significa solo accumulare competenze. Significa restare vivi nel pensiero, rigorosi nella pratica e aperti alla possibilitàdi fare un passo in più, ogni giorno, per il benessere dei pazienti.

Focus

Anteprime, iniziative, appuntamenti per intercettare tutte le news del nostro Centro Clinico.

Il "Manifesto" ha iniziato a prendere forma

Il 1° aprile, a Milano, ci siamo fermati per fare qualcosa che non sempre riusciamo a fare: riunirci intorno a un tavolo condividendo esperienze, domande, linguaggi e modi diversi di intendere il lavoro clinico.

 

La giornata dedicata alla co-costruzione del Manifesto Clinico di Unobravo risponde al nostro desiderio di rendere più espliciti i valori, gli standard e i principi che orientano il lavoro del nostro Centro Clinico. 

 

Il Manifesto nasce come sintesidi una riflessione collettiva: un modo per nominare meglio ciò che già sostiene il nostro lavoro quotidiano e trasformarlo in una cornice comune di appartenenza, significato e cura. Nei prossimi numeri torneremo su quanto emerso durante l’incontro, per restituire i passaggi più significativi di questo percorso e continuare a costruirlo insieme. 

 

In che modo? Ve lo anticipiamo subito dopo questi scatti dell’evento...

 
 

Radar

Anteprime, iniziative, appuntamenti per intercettare tutte le news del nostro Centro Clinico.

Tornano gli "Unobravo Connect"

Abbiamo raccontato i valori che ci uniscono. Ora è il momento di viverli, insieme.

Gli Unobravo Connect tornano nel 2026 con un nuovo roadshow in tutta Italia: momenti pensati per incontrarci, confrontarci e vivere da vicino cosa significa oggi far parte della nostra comunità.

 

Negli ultimi anni ci siamo incontrati a Napoli, Roma, Milano e Catania, trasformando qualcosa che sembrava lontano in esperienze reali fatte di connessioni, scambio e crescita condivisa.

 

Sarà l’occasione per entrare nel vivo del nostro Centro Clinico: condividere il nostro modo di lavorare e dare corpo e spazio reale a qualcosa che finora abbiamo vissuto a distanza.

 

👉 Assicurati il tuo posto, i posti sono limitati!

📍 Unobravo Connect: le tappe
  • 08 Maggio 2026: Milano
  • 22 Maggio 2026: Roma
  • 29 Maggio 2026: Napoli
  • 05 Giugno 2026: Palermo
  • 19 Giugno 2026: Madrid
 

Impronte

Uno spazio per le storie che meritano di essere raccontate

L’impronta di Antonella Corazza

Questa settimana puntiamo i riflettori su Antonella Corazza, psicologa psicoterapeuta e tecnica di canottaggio. Antonella è tra le fondatrici e responsabili di ERICE/TSB – The Same Boat, sviluppato con l’Università Cattolica del Sacro Cuore, Il progetto integra sport e psicologia con una lente bio-psico-sociale, offrendo alle donne operate di tumore al seno un percorso che unisce uscite in canoa e lavoro sul corpo in un contesto protetto e multidisciplinare.

TSB nasce da una crisi condivisa e dalla percezione che, nonostante l’efficienza delle cure mediche e del supporto psicologico “mancasse qualcosa”. Da questa intuizione ha preso forma un lavoro che ha intrecciato ricerca e pratica, con la pratica remiera come intervento psico-corporeo strutturato. Un’esperienza che, insieme ai benefici fisici rilevati, sembra aiutare a ritrovare fiducia nel proprio corpo e migliorare la percezione di autonomia e autoefficacia.

 

Abbiamo scelto Antonella Corazza per il valore di questa iniziativa: il canottaggio come metafora del percorso di cura e come pratica curativa, nella quale non conta solo il gesto, ma il ritmo, la direzione condivisa, la possibilità di continuare a remare anche dopo aver attraversato acque difficili.

 

Conosci altre storie che meritano di essere raccontate? Articoli, progetti, iniziative, progetti a cui hai lavoro da far conoscere alla nostra comunità e che meritano di essere celebrati insieme? Puoi candidarti direttamente oppure segnalarci una collega o un collega che collabora con Unobravo.

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Insight

Il meglio della psicologia (e dintorni): ricerche e aggiornamenti selezionati per te.

L’alleanza può iniziare prima del primo incontro? 

Un articolo del 2025 mette in discussione l’idea che i meccanismi del cambiamento si attivino solo quando la psicoterapia comincia davvero. In uno studio randomizzato su 100 pazienti con diagnosi di depressione maggiore, l’alleanza terapeutica è stata misurata due volte, precedentemente al primo incontro con il terapeuta e poi settimanalmente lungo il trattamento.

 

Per farlo, i ricercatori hanno usato la Working Alliance Inventory (WAI), chiedendo ai partecipanti di rispondere pensando acome si aspettavano che il trattamento sarebbe stato. Il dato più interessante è che i cambiamenti osservati prima della prima seduta hanno predetto sia lo sviluppo successivo dell’alleanza, sia la riduzione dei sintomi depressivi nel corso della terapia.

 

Questo non significa che la relazione terapeutica esista già prima dell’incontro, né che basti una buona aspettativa per cambiare e “guarire”. Tuttavia suggerisce che qualcosa può mettersi in moto prima della seduta: il modo in cui il paziente immagina il trattamento, si rappresenta la possibilità di essere aiutato, anticipa fiducia, timore o disponibilità al lavoro. Per la pratica clinica quotidiana è un richiamo utile: i primi contatti, il modo in cui il percorso viene introdotto, la chiarezza del frame non sono solo aspetti organizzativi. Possono già contribuire alla costruzione delle condizioni con cui l’alleanza prenderà forma.

Fonte
Zilcha-Mano S, et al. Therapeutic Change May Begin before the Therapist and Patient Ever Meet: Pretreatment Alliance Changes Predict Clinical Outcomes.Psychother Psychosom. 2025.
Leggibile gratuitamente qui

 

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Ci rivediamo martedì!

Il team Unobravo

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