Il BANDOLO DELLA MATASSA 🧶 |
Al lavoro passiamo buona parte delle nostre giornate, e in generale gran parte della nostra vita adulta. È lì che ci mettiamo alla prova, costruiamo relazioni e a volte ci sentiamo riconosciuti, altre volte un po’ meno. Ed è da lì che, a volte, ci portiamo a casa qualcosa. Una frase rimasta sospesa in riunione, quel collega che proprio non tolleriamo durante la pausa caffè, il chiedersi se il modo in cui abbiamo interagito era corretto o no. Per alcuni quella tensione arriva già la domenica sera, quando il weekend non è ancora finito.
Se ti è capitato, non sei la sola o il solo. Spesso queste tensioni hanno meno a che fare con la mole di lavoro e più con il carico emotivo, le relazioni e il modo in cui il lavoro è organizzato. Ne parliamo proprio oggi perché dal 19 al 23 ottobre si tiene la Settimana europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, e quest’anno al centro c’è qualcosa che non si vede a occhio nudo: la salute mentale.
Le aziende sono fatte di persone, e prendersi cura di loro significa offrire a ognuna la possibilità di accedere a un supporto psicologico qualificato, in modo continuativo e non solo con iniziative una tantum. Per questo oggi collaboriamo con oltre 300 aziende partner in Italia. Con loro costruiamo percorsi su misura: sedute individuali, momenti di formazione su temi come stress e cultura organizzativa, e supporto dedicato a chi vive fasi più delicate, come genitori, caregiver, manager o le persone più giovani.
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Definizioni semplici per capire meglio se stessi e gli altri |
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Secondo l'EU-OSHA, sono aspetti legati alla progettazione, all'organizzazione e alla gestione del lavoro che, quando sono carenti, possono avere un impatto negativo sul benessere psicologico, fisico e sociale. Alcuni esempi: carichi eccessivi, ruoli poco chiari, scarso supporto da parte di responsabili o colleghi, precarietà , molestie. Non è una diagnosi, ma una categoria usata nella prevenzione. Ci ricorda che il benessere al lavoro dipende anche da come il lavoro è organizzato, e non soltanto dalla capacità di "reggere" del singolo.
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È un concetto descritto dalla ricercatrice Amy Edmondson (Harvard Business School) in uno studio del 1999. Indica la convinzione, condivisa all'interno di un gruppo, di poter fare domande, proporre un'idea, segnalare un problema o ammettere un errore senza temere di essere giudicati o penalizzati. Anche in questo caso non si tratta di un termine clinico, ma di un costrutto della psicologia delle organizzazioni. |
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Sintesi dal blog di Unobravo per orientarsi nell’attualità |
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Ti capita di sentire la tensione salire già la domenica pomeriggio, pensando alla settimana che ti aspetta? O di pensare a una riunione mentre sei a cena con qualcuno? Questa esperienza viene spesso descritta come ansia anticipatoria. Vediamo cosa può distinguere l'ansia legata al lavoro dal normale stress: la durata, l'intensità , la differenza con il burnout e alcune strategie per costruire confini più chiari tra lavoro e vita privata. ANSIA DA LAVORO: COME RICONOSCERLA E GESTIRLA |
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A volte la fatica ha molto a che fare anche con il contesto in cui lavoriamo. Questo articolo descrive un ambiente di lavoro tossico come un clima che resta ostile, svalutante o logorante nel tempo, diverso da un periodo difficile o da un conflitto occasionale. Tra i segnali: confini deboli tra lavoro e vita privata, una comunicazione che sminuisce, una competizione poco sana. Scopri come riconoscerlo e quali strade esplorare per proteggere il tuo benessere: AMBIENTE DI LAVORO TOSSICO: COME RICONOSCERLO E AFFRONTARLO |
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Numeriche parlano di noi e delle nostre emozioni |
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delle italiane e degli italiani tra i 18 e i 50 anni indica lo stress lavorativo come la principale fonte di difficoltà per la propria salute mentale, prima ancora delle preoccupazioni economiche (29%).* |
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delle lavoratrici e dei lavoratori in Italia riferisce di aver provato stress per buona parte della giornata precedente, contro una media europea del 39%.** |
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delle persone che lavorano in Europa riferisce di vivere stress, ansia o depressione causati o aggravati dal lavoro. Dietro questo numero ci sono storie molto diverse, che meritano ascolto.*** |
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le giornate di lavoro che, secondo le stime, vanno perse ogni anno nel mondo a causa di depressione e disturbi d'ansia. Un numero che ricorda quanto il benessere psicologico riguardi le persone e, insieme, le organizzazioni.**** |
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*Fonte: Unobravo, "MINDEX 2025: Barometro del Benessere Mentale degli Italiani" (2026). Indagine su 2.250 persone tra i 18 e i 50 anni. **Fonte: Gallup, "State of the Global Workplace" (2026, dati raccolti nel 2025), come riportato da Open il 9 aprile 2026. *** Fonte: EU-OSHA, "OSH Pulse 2025" (2025). ****Fonte: OMS e ILO, "Linee guida dell'OMS sulla salute mentale sul lavoro" e documento congiunto OMS/ILO (settembre 2022). |
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Per comprendere, nutrire e bilanciare i nostri legami |
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Ti è mai capitato di uscire da una riunione con la sensazione che qualcosa sia rimasto in sospeso? Di notare un silenzio in più, una mail dal tono un po' freddo, una tensione che nessuno nomina? I colleghi non si scelgono, eppure con loro passiamo gran parte del nostro tempo. L'articolo racconta come il conflitto sul lavoro non sia per forza qualcosa di negativo: molto dipende da come viene affrontato. |
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Ti succede di rientrare e di avere a malapena le energie per ascoltare com'è andata la giornata della persona con cui condividi la vita? Di vivere una cena insieme quasi come un'altra cosa da fare? L'articolo descrive come lo stress lavorativo prolungato possa svuotare le risorse emotive e farsi sentire anche nella relazione, ad esempio con più irritabilità o con il bisogno di ritirarsi. Spesso la difficoltà ha meno a che fare con l'affetto e più con l'idea che il legame debba vivere solo delle energie che avanzano a fine giornata.
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È ancora possibile contribuire all’iniziativa Anche questa è cura, la collaborazione tra Unobravo e Medici Senza Frontiere per sostenere le attività di salute mentale a Gaza. Oggi a raccontarci cosa significa occuparsi di salute mentale nei contesti di crisi è Davide Musardo, psicologo di Medici Senza Frontiere, che lavora sul campo in Medio Oriente e ogni giorno si confronta con le conseguenze psicologiche che guerra, perdita e precarietà possono lasciare nelle persone.
Le donazioni sostengono spazi di ascolto e sostegno comunitario, assistenza psicologica e farmaci essenziali per il trattamento dei disturbi mentali più comuni. |
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Dietro molte delle nostre reazioni, difese e paure c’è quasi sempre un tentativo, per quanto imperfetto, di proteggerci. Dare luce a ciò che di solito resta in ombra può essere un modo gentile per conoscersi un po’ meglio.
Continua a prenderti cura di te 🧡
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Via Giovanni Porzio 4 (NA), 80143 Autorizzazione sanitaria: ATS Milano n. I-762/2022.
Direttore Sanitario: Dott.ssa Barbara Mantellini iscritta all'albo dei Medici Chirurghi della provincia di Milano, n° 37532 |
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