Maggio è il Mese della Consapevolezza sulla Salute Mentale e quest’anno, nella tradizionale ondata di contenuti importanti di accettazione e ascolto, abbiamo scelto di affrontare il tema da una prospettiva diversa: Il 4 maggio abbiamo lanciato Unobravo For Men: una campagna che gioca con i codici comunicativi associati al mondo maschile, diretti e orientati all’azione, per far emergere un concetto molto semplice: la terapia “per gli uomini” non può esistere. La terapia è per tutti e lo sarà sempre. Ma c’è davvero bisogno di parlarne? Sì, se pensiamo che solo il 37% degli uomini chiederebbe supporto psicologico senza esitare e che quasi 1 su 7 fatica a gestire le emozioni più difficili. |
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Soprattutto, c’è bisogno di parlarne perché quello stigma si maschera, non da rifiuto a priori, ma da quella nebbia a bassa intensità fatta di “non sto poi così male”, “non ne ho bisogno”, “me la cavo da solo”, “quando sarà il momento lo faccio”.
Questo numero di Aurora illumina quello spazio, prova a fare breccia tra la nebbia. Non per puntare il dito, ma per offrire una prospettiva diversa su qualcosa che nell’universo maschile viene considerato normale da troppo tempo. E per dichiarare ad alta voce che parlarne dovrebbe essere una cosa da uomini. |
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Giacomo Zani Presidente di MicaMacho
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| Giacomo Zani Presidente di MicaMacho |
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Molto spesso gli uomini non entrano in terapia dicendo “mi sento triste” o “mi sento vulnerabile”, ma portano irritabilità, senso di vuoto, noia. L’emozione non viene nominata direttamente, emerge attraverso il corpo o i sintomi. Il lavoro terapeutico non è “tirarla fuori con le pinze”, ma tradurre in una lingua diversa: un po’ come allenare muscoli emotivi che, magari, non sono mai stati usati davvero. La terapia, in questo senso, è uno spazio in cui si può sperimentare la vulnerabilità senza viverla come una minaccia. |
MicaMacho è un'associazione di promozione sociale che dal 2020 si occupa di ragionare sul significato dell’essere uomini e cerca di ripensare gli stereotipi di genere. Puoi ascoltare il primo episodio e scoprire i prossimi contenuti sul nostro canale Instagram. |
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Ti è mai capitato di sentire che stai attraversando un periodo difficile, ma non riuscire a dire esattamente cosa provi? Esiste un nome per questa sensazione: alessitimia. Il termine descrive una difficoltà nel riconoscere, comprendere o verbalizzare le proprie emozioni e, talvolta, quelle degli altri.* |
| | Questo stigma si manifesta spesso come la convinzione implicita che chiedere aiuto psicologico significhi ammettere una mancanza. L'American Psychological Association (APA) identifica lo stigma interiorizzato come uno dei principali ostacoli all'accesso alle cure psicologiche tra gli uomini. Non è un difetto di carattere: è il sedimento di decenni di messaggi culturali. E come tutti i sedimenti, si può smuovere.** |
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In superficie sembra tutto normale: si lavora, si tiene il ritmo. Ma sotto può crescere una tensione difficile da spiegare. Per molti uomini è una sensazione familiare, così abituale da diventare invisibile. Questo articolo parte proprio da lì: da ciò che resta in silenzio finché non impariamo a riconoscerlo. SALUTE MENTALE MASCHILE: ROMPIAMO IL SILENZIO-> |
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Esiste l’idea che mostrare fragilità significhi perdere valore. È un modello con cui molti uomini crescono. Questo articolo prova a decostruire la mascolinità tossica senza accusare: certi comportamenti non sono stati scelti, ma ereditati. Riconoscerli è il primo passo per non viverli automaticamente. MASCOLINITÀ TOSSICA: COME AFFRONTARLA -> |
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Uomini che chiederebbero aiuto a uno psicologo*. |
Molti uomini sanno benissimo quando qualcosa non va. Eppure, quando si tratta di alzare la mano e chiedere supporto, qualcosa si inceppa. |
| Uomini che si sentono consapevoli, mentre solo 1 su 7 riesce davvero a gestire le emozioni difficili*. |
C'è una differenza tra capire cosa si prova e saper stare con quello che si prova. Molti uomini nei momenti di tensione o stress faticano a non farsi travolgere. |
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Giovani uomini della Gen Z che riescono a fermarsi prima di reagire d'impulso*. |
Anche nella generazione più "aperta" e consapevole, gestire le emozioni sul momento resta una sfida enorme.
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| Pazienti Unobravo che si identificano con il sesso maschile*. |
Gli uomini chiedono meno aiuto, e quando lo fanno arrivano spesso tardi quando il disagio si è già accumulato da un po'. |
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*Fonte: MINDex 2026, ricerca condotta da Ipsos Doxa per Unobravo su un campione rappresentativo di 1.600 italiani tra i 18 e i 70 anni (marzo-aprile 2026). |
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Parliamone con Chiamarsi Bomber |
Abbiamo collaborato con Chiamarsi Bomber, uno dei podcast italiani con la più alta percentuale di ascoltatori uomini (oltre il 60%), per portare la salute mentale in un contesto familiare per il target della nostra campagna: lo sport, la performance, la resilienza.
Una puntata alla settimana per tutto il mese di maggio, con uno psicologo e psicoterapeuta Unobravo e ospiti dal mondo del calcio, per parlare di cosa succede quando l'armatura si toglie. Non è terapia in diretta: è una conversazione normale su cose che di solito non si dicono. ASCOLTA IL PRIMO EPISODIO -> |
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“Gli uomini non piangono”, “Le donne sono più emotive”: frasi che sembrano descrizioni, ma impongono ruoli. Questo articolo prova a capire da dove nascono gli stereotipi di genere e quanto spazio ci tolgono ogni giorno. |
| | Essere padre oggi significa confrontarsi con ciò che si è ricevuto e con ciò che si vuole trasmettere. Questo articolo esplora il legame tra paternità e salute emotiva. |
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Via Giovanni Porzio 4 (NA), 80143 Autorizzazione sanitaria: ATS Milano n. I-762/2022. Direttore Sanitario: Dott.ssa Barbara Mantellini iscritta all'albo dei Medici Chirurghi della provincia di Milano, n° 37532 |
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